07/07/2004

"A un passo dalla guerra" Daria Lucca, Andrea Purgatori, Paolo Miggiano

La tragedia di Ustica ricostruita come se fosse una spy story: i protagonisti di prima piano sono inventati, ma i grossi personaggi sullo sfondo, Carter, Breznev, Gheddafi .. sono tutti veri.

Fine luglio 1980: il governo italiano cade. Viene creato un governo di tecnici, il cui primo ministro si imbatte nella restituzione del MIG libico (ufficialmente caduto sulla Sila il 18 luglio 1980) ai libici. Insospettito dall'aggressività dell'ambasciatore americano iizia una propria indagine sul mig, agganciandola all'incidente del DC9. Deve scontrarsi con la reticenza degli organi militari, che si proteggono con la scusa "noi non abbiamo visto niente, dunque non abbiamo nulla da riferire". Gli spioni, i responsabili del SISMI (servizio segreto militare) e SISDE (servizio segreto civile, ma che in realtà è in mano ad un generale dei carabinieri), iniziano l'opera di depistaggio, tirando in ballo ipotesi fantasiose, dall'attentato terroristico alla bomba (su un aereo partito con un ora e mezzo di ritardo).

Il presidente chiede consiglio ad ex compagno di scuola, ora ammiraglio e vicedirettore del SISMI: scopre che dietro la caduta del DC9 si nasconde un segreto incoffensabile.

Dal tracciato radar di Ciampino emergono dei plot che le prime perizie non avevano considerato: di chi sono quegli aerei? Possibile che il MIG non sia coinvolto col DC9? Perchè la CIA e l'ambasciata americana, bypassando i vetici politici e militari, sono stati portati a vedere i rottami del mig, scortati da militari del SIOS (servizi segreti dell'aviazione)?

L'ammiraglio riesce a ricostrire lo scenario di quella notte: il DC9 si è trovato in mezzo ad uno scontro tra caccia, presumibilmente americani e libici.

Dall'Inghilterra, la notte del 27/6, era in corso un trasferimento aereo di Phantom, verso la base de Il Cairo, in Egitto. Era l'aiuto che Carter aveva promesso a Sadat, per contrastare il comune nemico: la Libia di Gheddafi.

Oltre ai Phantom F4, era in volo anche qualcos'altro: un F111 (un cacciabombardiere tattico = armi nucleari) americano, appartenente allo stesso stormo in trasferimento verso l'egitto. Per non essere visto dai nostri radar, trattandosi di un bombardiere tattico avrebbe avito bisogno di particolari permessi per sorvolare l'Italia, si è nascosto sotto il DC9. L'altro è il mig 23 libico: viene fatto levare in volo per abbattere il caccia, ma erroneamente colpisce il DC9.

Nella battaglia sono coinvolti anche i francesi: dei mirage si alzano in volo dalla base di Solenzara (in Corsica), per scortare e proteggere i Phantom, in trasferimento. Dalla base di Grosseto, messa in allarme, vengono fatti decollare due caccia italiani F104, per "portare al sicuro" l'F111.

L'ammiraglio conclude dicendo che subito dopo parte l'operazione di occultamento delle prove: da parte degli italiani, che probabilmente avevano fatto la soffiata ai libici, parlando del trasferimento dei Phantom in Egitto. Da parte degli americani: che non potevano ammettere un incidente del genere, nei confronti di un paese alleato. Neanche da parte dei libici.

Il libro termina col presidente costretto a dimettersi, perchè ricattato, e l'ammiraglio che muore in un incidente oscuro.

La storia, che sebbene inventata non è detto che non sia verosimile, è intermezzata da schede, realizzate dagli autori stessi, che tracciano il quadro storico-politico. E' un libro da leggere, perchè è la nostra storia.

"Siamo stati ad un passo dalla guerra" è l'affermazione che il maresciallo Dettori (radarista della base di Poggio Ballone a Grosseto) fa alla cognata. Anche lui, come altri protagonisti, muore suicida, misteriosamente.

Il link su internetbookshob

di funicelli | 07/07/2004
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